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La Cassoeula nel solco della tradizione

La Cassoeula così come viene preparata oggi nasce all’inizio del XX secolo, ma le ricette più antiche hanno origine incerta e piuttosto controversa. Le sue varianti più antiche, probabilmente, sono legate alla ritualità del culto popolare di Sant’Antonio abate, festeggiato il 17 gennaio, data che segnava la fine del periodo delle macellazioni dei maiali. Oggi la consuetudine vuole che si prepari dall’arrivo dei primi freddi invernali. Sul nome esistono differenti interpretazioni sia dal punto di vista delle origini che della grafia e della pronuncia. Chi la chiama casseula, chi invece caseula o cazzuola o cazzola. In Canton Ticino si utilizza spesso il termine cazöla. Permangono ancora numerosi dubbi sulla scelta del nome che da alcuni viene associato al contenitore in cui gli ingredienti venivano cotti (la casseruola) da altri, invece, al cucchiaio con cui vengono mescolati (casseou) o, ancora, all’usanza, presso i cantieri edili nei quali gli operai erano soliti preparare il piatto, di girare gli ingredienti con la cazzuola. Questo piatto tipico di origine contadina ha come ingredienti principali proprio gli scarti della lavorazione del maiale come: orecchie, coda, piedi, cotenne e costine. È un piatto ricco e sostanzioso che è stato tramandato con leggere modifiche, infatti troviamo diverse varianti.

Per gli vuole degustare questo piatti tipico della tradizione, vi rammentiamo l’appuntamento con la Rassegna del piatto nostrano della Valle di Muggio, in programma fino al 10 dicembre. Ristoranti, osterie, grotti, trattorie e agriturismi, propongono piatti e prodotti basati su ricette e ingredienti tradizionali.

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